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Farchioni: “Sagrantino è rock, ma tutta l’Umbria cresce. Crediamo nella sostenibilità contadina: pochi trattamenti e semplicità”.

17 Luglio 2020
L’Umbria è da sempre terra di vini. Dopo gli Etruschi sono stati i conventi a preservare l’arte della viticoltura. Ed è proprio a questa idea monastica del prendersi cura della vite che fa riferimento il nome della cantina di Gualdo Cattaneo (Perugia) Terre de La Custodia con una nuova gamma di vini destinati al canale ristorazione presentati a Roma da Giampaolo Farchioni, imprenditore affermato anche nel mondo dell’olio, birra, grano e farine.
Una produzione vinicola che si avvale della consulenza di grandi firme del settore enologia, dal wine maker Riccardo Cotarella a Daniele Sevoli, pluripremiato sommelier.
“Negli ultimi anni i vini umbri – ha sottolineato Farchioni – sono in grande crescita, compreso il distretto di Orvieto. Il Sagrantino è rock, dà gioia in cantina perché è una sfida lavorarlo e al palato, come vino più tannico al mondo. Accanto a questo cavallo di razza il Montefalco rosso non è però un fratello di serie B, ma anzi ci rappresenta, si sposa con eleganza alla cucina locale, e il disciplinare prevede anche la Riserva. E sul Grechetto di Todi abbiamo fatto scuola, con una produzione che trova sempre più consensi tra i wine lover americani. Siamo morbidi – sottolinea – come interpretazione del vino, come lo è la cucina umbra”.
Farchioni è un’azienda agricola dal 1780, attività plurisecolare dunque che solo dal 1998 ha puntato a potenziare la presenza sugli scaffali vino nella distribuzione moderna e sempre più spesso, alla luce dei riconoscimenti internazionali e nelle guide, in enoteca e al ristorante.
“Qualità al giusto prezzo” è il mood aziendale, ha ribadito l’imprenditore umbro che non si è fermato durante l’emergenza sanitaria da coronavirus. “Durante la pandemia – ha detto – abbiamo calmierato i prezzi, e investito sulla formazione e incentivi ai dipendenti, oltre a essere stato al fianco del settore sanitario locale, donando posti letto in terapia intensiva”.
L’ottimismo e la scelta di green economy rimane anche in questa fase 3 post-covid: “la nostra famiglia – conclude Farchioni – è per la sostenibilità contadina. Tutto nasce dalla terra, sentiamo la responsabilità del rispetto del territorio. Abbiamo tutti i vigneti di proprietà e sentiamo la responsabilità di evitare un surplus di trattamenti, di preservare qualità con la raccolta a mano e vendemmie notturne per le uve bianche. Pensiamo all’allungo – conclude – sia vini longevi dunque, sia una azienda agricola capace di superare la prova del tempo”.
Alessandra Moneti, Ansa